23Febbraio

HAI MAI SOFFERTO?

HAI MAI SOFFERTO?
In questo mondo ormai piu virtuale che reale, ci siamo abituati a vedere le vite perfette degli altri, non ci bastava la televisione, abbiamo dovuto inventare anche un altro sistema che ci ricordasse in ogni istante, che alla fine non andiamo bene cosi come siamo, ma che c’è sempre qualche cosa da dover cambiare, da dover modificare, da dover aggiustare e con questo intendo anche la sofferenza.
Socialmente la sofferenza è vista come qualcosa che accade agli altri: andando agli estremi, come posti di guerra, paesi che soffrono la fame, oppure ci sono quelle persone che non vedo l’ora di condividere le loro disgrazie, cosi che, attraverso questa “pena” che credono di creare negli altri, riescono a sentirsi ascoltati, visti, come per dire: 
“Hei io esisto e soffro, il mondo è ingiusto con me, la fuori ci sono i cattivi ed io sono il buono”; che è quello che in fondo vogliono farci credere i media, la stampa e tutta la storia che ci hanno raccontano.
Ma io credo che per ogni macrocosmo ci sia un microcosmo, e per questo  vorrei proprio sapere se tra di voi c’è qualcuno che nella vita non ha sofferto terribilmente, per qualsiasi cosa o motivi differenti, ad ogni moDO nessuno è esonerato dal dolore su questa terra.
E allora perché non cercare di comprenderlo, perché non cercare di capire cosa accade quando soffriamo, invece di esorcizzare tutto con false maschere, invece di scappare da quel dolore o addirittura andare a vedere il dolore altrui, come per consolarsi e dirsi 
“Be in fondo, c’ è’ anche chi sta peggio di me” Ma come puoi saperlo tu?
Ognuno ha le sue sfide, le sue prove, i suoi ostacoli, in base a quello che in grado di sostenere e comprendere.
Lo so che ci sono dei momenti in cui si è esausti ma bisogna prendere questi momenti di dolore atroce come una grande risorsa.
Io mi sono immaginata visivamente questa fase come il bruco che diventa farfalla, 
un immagine forse banale, ma se ci si sofferma bene a vedere questa metamorfosi,
si comprende e si riesce a sentire come quel povero bruchino soffra a dover trasformare se stesso, e sai quale modo ha per soffrire il meno possibile? 
Lasciare che cio’ accada senza opporre resistenza.
Quando c’è una sofferenza in atto, c’è un processo interno che sta accadendo, 
magari mentalmente non lo si capisce, ma di fatto c’è, e la cosa migliore da fare e lasciarlo accadere, arrovellarsi dal dolore senza negarlo, ma sentirlo, osservarlo, vederlo, perché è come se fosse il nostro chirurgo del cuore, il nostro cardiologo, solo che lui non usa la morfina per anestetizzarci.
Noi vogliamo solo il bello, vogliamo solo il sole, vogliamo solo la luce, ma ti immagini se da adesso in poi non venisse mai buio, non piovesse mai e fosse sempre estate?
Secondo te sarebbe possibile la vita cosi? Ovvio che no, i momenti di dolore sono il nostro buio, sono il nostro inverno, sono le nostre tempeste, che alle volte diventano liquide come lacrime.
Non sarà salutare anche per la natura stare sempre nel buio, nella pioggia e nel freddo, perché anche cosi, tutto morirebbe, ma l’equilibrio tra le due cose, tra la pioggia il sole, tra l’inverno e l’estate, tra la gioia ed il dolore sono sane, affinchè possano essere maturare  l’una con l’altra, coltivate, per farci crescere e farci diventare come le farfalle, liberi di volare, ed una volta capito questo processo, non dovremmo piu passare tra quei alti e bassi, o forse ci passeremo lo stesso, ma la nostra consapevolezza sarà cosi elevata che non ne subiremo piu i loro effetti e saremmo liberi sia dalla gioia che dal dolore, vivi nell’eterno presente, presenti a noi a chi ci sta attorno. Presenti al nostro buio, alla nostra ombra, presenti alla nostra luce e al nostro sole.
Non scappare dal dolore, ma prendilo come la tua piu grande risorsa di crescita, perché il piu’ bel fiore che c’è sul pianeta ha dovuto stare tanto tempo nel buio della terra per poter germogliare e diventare quello che è, esattamente come te.
 
With Love
Ivanka Radhika